sindrome muscolo scheletrica della menopausa

Sindrome muscolo-scheletrica della menopausa: guida semplice

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Rigidità al mattino, dolori articolari sparsi, meno forza nelle mani: fino a ieri erano considerati problemi isolati, da affrontare con specialisti diversi. Ma da qualche anno la scienza li ha individuati come diversi aspetti di un’unica condizione: la sindrome muscolo-scheletrica della menopausa (MSM).

Stiamo anche raccogliendo sempre più evidenze del fatto che è possibile prevenirla o alleviarne i sintomi creando nuove abitudini salutari. Ecco perché riconoscere i sintomi della MSM non deve spingerti a rassegnarti e a muoverti il meno possibile: al contrario, è un motivo in più per iniziare a prenderti cura di muscoli, ossa e sistema linfatico in modo quotidiano. 

Per iniziare, ti serve un quadro di cos’è la MSM, quali processi ne fanno parte, come si manifestano nel corpo e cosa puoi fare per prevenirla o alleviarla. 

Iniziamo! 

Cos’è la sindrome muscolo-scheletrica della menopausa

Il termine sindrome muscolo-scheletrica della menopausa è comparso per la prima volta nel 2024 in una revisione sistematica degli studi condotta da VJ Wright e colleghi, e descrive l’insieme dei cambiamenti muscolo-scheletrici associati a perimenopausa e menopausa. 

Fino a quel momento, tanti disturbi muscolari e articolari tipici di questa fase della vita erano visti come problemi separati da sottoporre a diversi specialisti o come conseguenze inevitabili dell’invecchiamento. La svolta scientifica del 2024 li mette finalmente in correlazione riconducendoli a una origine ormonale comune, e apre la strada a diagnosi più tempestive e a strategie mirate che cercano di agire sulle cause anziché accontentarsi di ridurre i sintomi.

I cambiamenti ormonali che iniziano già durante la perimenopausa possono influenzare l’intero apparato locomotore, cioè l’insieme integrato di ossa, articolazioni, muscoli, tendini e legamenti che sostiene il corpo, ne protegge gli organi e ne garantisce la mobilità. 

Secondo Wright e colleghi, oltre il 70% delle donne sperimenta sintomi muscolo-scheletrici durante la transizione menopausale, e quasi il 25% può sviluppare sintomi invalidanti. Ecco perché è così importante conoscerla.

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Cause della sindrome muscolo-scheletrica della menopausa

La causa primaria della MSM è il crollo dei livelli di estrogeni, e in particolare dell’estradiolo, la loro forma biologicamente più attiva, cioè quella che si lega direttamente ai recettori delle cellule per innescarne la risposta.

Questo ormone contribuisce a mantenere la salute di ossa, muscoli, articolazioni e tessuto connettivo in genere, e in particolare:

  • favorisce la sintesi di collagene, la sostanza che conferisce elasticità e resistenza a tendini e legamenti;
  • stimola la produzione di acido ialuronico e liquido sinoviale, che idratano i tessuti e lubrificano le articolazioni;
  • preserva le ossa, perché inibisce l’azione degli osteoclasti, le cellule che riassorbono l’osso;
  • protegge la massa muscolare stimolando la sintesi proteica nel muscolo;
  • abbassa l’infiammazione cronica poiché frena la produzione di citochine infiammatorie, e così aiuta a ridurre il dolore e a mantenere i tessuti in salute.

I 5 processi patologici coinvolti nella MSM

Wright e collaboratori hanno individuato all’interno della sindrome muscolo-scheletrica della menopausa 5 processi:

  1. infiammazione cronica
  2. sarcopenia
  3. osteopenia e osteoporosi
  4. artrite e osteoartrosi 
  5. riduzione della proliferazione delle cellule satellite.

Infiammazione cronica

Insieme agli estrogeni, diminuisce anche la capacità del corpo di regolare l’infiammazione acuta e cronica, e può aumentare la produzione di cellule che attivano la risposta infiammatoria (i mediatori). E visto che in questa fase tendiamo alla ritenzione idrica, potremmo anche impiegare più tempo per smaltirli. 

Questi fattori ci predispongono all’infiammazione cronica di basso grado, in cui il gonfiore dei tessuti infiammati limita il movimento delle articolazioni e può provocare senso di rigidità e dolore. Ecco perché le donne che soffrono di MSM tendono a muoversi sempre meno e così contribuiscono sia alla perdita di mobilità che al ristagno di liquidi e molecole infiammatorie.

Nel tempo, l’infiammazione cronica può alterare la struttura dei tessuti e provocare infiammazioni acute come la capsulite adesiva, nota come “spalla congelata”.

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Sarcopenia

Le fibre muscolari producono continuamente nuove proteine per mantenersi e rinnovarsi, e gli estrogeni contribuiscono a mantenere l’equilibrio tra la sintesi delle proteine muscolari e la loro degradazione. Per questo nelle donne il crollo dell’estradiolo può contribuire alla sarcopenia, cioè la tendenza a perdere progressivamente massa, forza e resistenza dei muscoli. Un processo fisiologico che inizia già dopo i 30 anni e accelera dopo i 40 e con l’arrivo della menopausa, con conseguenze più marcate sulle persone sedentarie. 

Osteopenia e osteoporosi

Quando viene meno la funzione protettiva sul tessuto osseo da parte degli estrogeni, l’attività di riassorbimento degli osteoclasti supera quella di ricostruzione degli osteoblasti e la densità minerale delle ossa tende a ridursi progressivamente. È un fenomeno noto come osteopenia, che può evolvere nella patologia nota come osteoporosi. Nell’immediato non ci sono sintomi visibili, ma nel tempo cresce il rischio di fratture, comprese quelle da fragilità, che si verificano in assenza di urti veri e propri. 

Artrite e osteoartrosi

Da una revisione degli studi del 2026 emerge una correlazione tra carenza di estrogeni e sviluppo o progressione dell’osteoartrosi – una forma di artrite caratterizzata dal progressivo deterioramento dell’articolazione, ma non ci sono ancora evidenze solide sulle donne.

È certo però che con la diminuzione degli estrogeni il tessuto connettivo si disidrata e perde collagene, e in particolare nelle articolazioni la cartilagine diventa più sottile e meno lubrificata: fenomeni che non possono che peggiorare i sintomi delle patologie articolari.

Riduzione della proliferazione delle cellule satellite

Le cellule satellite sono cellule staminali capaci di rigenerare il tessuto muscolare e coinvolte nella sua riparazione e nel suo mantenimento. Poiché l’estradiolo favorisce l’attivazione e la proliferazione delle cellule satellite, in menopausa potrebbe essere più difficile creare massa muscolare o rinforzarla. Ancora però non sono state raccolte abbastanza evidenze sugli esseri umani.

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Quali sono i sintomi della MSM?

I cinque processi descritti nella MSM possono manifestarsi con disturbi diversi, alcuni dei quali facilmente riconoscibili.

Potresti sentire le articolazioni meno lubrificate, con scricchiolii o sensazione di sabbia al loro interno, fino ad avere dolori articolari veri e propri.

Altri tratti tipici della sindrome muscolo-scheletrica della menopausa sono un aumentato senso di rigidità, soprattutto dopo periodi di inattività e la mattina, e la riduzione del ROM – range of movement – cioè l’ampiezza di movimento consentita dall’articolazione.

In caso di MSM, potresti notare anche una maggiore difficoltà nei movimenti e minor equilibrio, oppure fare più fatica a svolgere attività che prima consideravi facili, stancarti più in fretta, anche nella vita quotidiana, avere meno resistenza agli sforzi più intensi e impiegare più tempo a recuperare. 

Ricorda che solo un medico può confermare l’origine ormonale dei disturbi ed escludere altre patologie con sintomi simili, ed è importante consultarlo se persistono o si aggravano.

La correlazione tra MSM e sistema linfatico

Il sistema linfatico influenza il corretto funzionamento di tutto il corpo e può influire anche sulla salute di muscoli, articolazioni, ossa e fascia. 

Un drenaggio linfatico efficiente può aiutarti a eliminare i messaggeri dell’infiammazione, le scorie e le sostanze tossiche. Se questo non avviene, le molecole ristagnano nei tessuti e l’infiammazione tende a cronicizzarsi: il dolore persiste e nel tempo i tessuti si deteriorano.

In perimenopausa e menopausa, per via delle variazioni ormonali, la permeabilità dei vasi linfatici può aumentare causando la fuoriuscita di una maggiore quantità di liquidi nei tessuti e quindi un maggiore carico di lavoro per il sistema linfatico. Non a caso la ritenzione idrica in menopausa è una condizione comune, che riflette all’esterno una difficoltà interna del corpo.

Poiché la circolazione della linfa dipende in larga misura dalla contrazione dei muscoli scheletrici, è fondamentale continuare a muoversi, anche con la MSM, per supportare il drenaggio ed evitare un circolo vizioso di ristagno e infiammazione che aggraverebbe i sintomi.

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Come prevenire e alleviare la MSM

Visto che la MSM comprende sintomi di diverso tipo, il modo migliore per contrastarla è agire su più fronti.

Il primo è l’allenamento di forza con carichi progressivi, che ti aiuta a creare nuova massa muscolare e a rendere le ossa più forti, prevenendo allo stesso tempo sarcopenia e osteopenia. 

È fondamentale lavorare anche sulla mobilità, sia per preservarla che per ridurre i dolori articolari: infatti il movimento controllato che sfrutta tutto il ROM stimola le cellule della membrana sinoviale a produrre nuovo liquido, che riduce l’attrito tra i capi ossei e previene l’usura della cartilagine.

Un aspetto meno considerato è il drenaggio linfatico, da cui dipende la pulizia interna del corpo e il superamento dell’infiammazione. Puoi stimolarlo in 3 modi, con:

  • la respirazione diaframmatica profonda, che aiuta la linfa a percorrere l’ultimo tratto del suo percorso;
  • l’automassaggio linfatico, che stimola la contrazione fisiologica dei vasi linfatici;
  • gli esercizi linfodrenanti, che attivano le pompe muscolari della linfa e ne stimolano la circolazione senza aumentare l’infiammazione.

L’allenamento, i trattamenti drenanti e la ginnastica linfatica sono molto più efficaci se ti mantieni sempre idratata e segui un’alimentazione adatta, come abbiamo spiegato nelle guide all’alimentazione anticellulite e ai cibi che prevengono la ritenzione idrica.

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Con gli allenamenti invece puoi lavorare sulla tonificazione e sulla mobilità articolare senza mai perdere di vista il drenaggio linfatico e il controllo dell’infiammazione.

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Quali sono i sintomi della sindrome muscolo-scheletrica?

La MSM può manifestarsi con dolori articolari e muscolari, rigidità, riduzione della mobilità, difficoltà nei movimenti e minore equilibrio. Potresti inoltre notare debolezza, una minore resistenza agli sforzi e un recupero più lento dopo l’attività fisica.

Come si cura il dolore muscolo-scheletrico?

Il trattamento dipende dalla causa del dolore e può richiedere una valutazione medica, soprattutto quando i sintomi persistono. I disturbi muscolo-scheletrici tipici della menopausa possono essere prevenuti e alleviati agendo su più fronti, con allenamento di forza, esercizi di mobilità, linfodrenaggio e alimentazione antinfiammatoria. 

Quali sono i dolori muscolari più comuni durante la menopausa?

I dolori muscolari e articolari più frequenti nelle donne in menopausa riguardano la schiena, il collo, le spalle e le ginocchia, e spesso sono accompagnati da rigidità e maggiore difficoltà nei movimenti. 

Come contrastare la perdita di massa muscolare in menopausa?

L’allenamento di forza con carichi progressivi è il modo più efficace perché aumenta sia la massa che la forza del muscolo, compensando la tendenza fisiologica alla sarcopenia. Per amplificarne i benefici, assicurati di assumere una quantità sufficiente di proteine e nutrienti.

 

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