lipedema gambe frontali

Lipedema: cos’è e quali sono i sintomi, le cause e le cure

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Se ogni tentativo di snellire le tue gambe non ha funzionato – o ha migliorato tutto il resto del corpo ma non le gambe – probabilmente non è colpa tua. Quella forma che non ti piace, il gonfiore, la pesantezza e l’affaticamento potrebbero avere un nome: lipedema, una malattia ancora poco conosciuta, ma che colpisce milioni di donne in tutto il mondo.

Con il lipedema non basta “muoversi di più e mangiare di meno” per dimagrire, perché il corpo non risponde allo stesso modo, soprattutto nelle parti colpite. Ma ci sono tante cose che puoi fare per rallentare la progressione della patologia e per vivere meglio. 

Qui scoprirai di più su cos’è il lipedema, cosa lo causa, come si riconosce, come si arriva alla diagnosi e quali terapie esistono. Capire come funziona è un primo passo per poter dare alle tue gambe la cura di cui hanno bisogno e per migliorare la salute di tutto il corpo.

Cos’è il lipedema?

Il lipedema è una malattia cronica del tessuto adiposo che provoca un accumulo anomalo di grasso nelle zone del corpo colpite: di solito la parte inferiore del corpo, ma a volte anche le braccia. È stata riconosciuta dall’OMS per la prima volta nel 2018 e di recente in Italia ha ottenuto un nuovo codice diagnostico, che sarà in vigore dal 2027.

Il lipedema colpisce quasi esclusivamente le donne. Si dice riguardi il 10% della popolazione femminile, ma la percentuale potrebbe essere nettamente sottostimata. Non ce ne rendiamo conto perché, per tanti anni, i suoi tratti caratteristici possono essere confusi con quelli di un biotipo ginoide con una tendenza a ritenzione idrica o cellulite.

Nel lipedema il tessuto adiposo si modifica e diventa resistente alle restrizioni caloriche, ipersensibile al tatto e doloroso. La malattia tende a peggiorare nel tempo: ecco perché, se ne soffri, è fondamentale capire come funziona e adottare tutti gli accorgimenti per stabilizzarlo.

gambe lipedema profilo

Cause del lipedema: perché compare?

Le cause del lipedema non sono ancora del tutto chiare, ma le ricerche suggeriscono che dipenda da una combinazione di fattori ormonali e genetici. 

Anche se non se ne conoscono ancora i meccanismi, c’è uno stretto legame tra lipedema e ormoni sessuali femminili. Infatti questa patologia tipica delle donne nella maggior parte dei casi compare o peggiora in corrispondenza dei periodi di grandi cambiamenti ormonali: pubertà, gravidanza, perimenopausa e menopausa. 

Il lipedema si presenta talvolta in più donne della stessa famiglia, e questo suggerisce che ci sia una componente ereditaria. Nel 2020 è stato identificato un primo gene la cui mutazione è collegata al lipedema, grazie a uno studio scientifico guidato da Sandro Michelini e Matteo Bertelli.

Nei tessuti interessati dal lipedema sono sempre presenti i segni dell’infiammazione, ma non è ancora chiaro se si tratti di una causa o di una conseguenza della malattia. 

Un falso mito è che il lipedema sia causato da sovrappeso o obesità. In realtà queste condizioni non provocano il lipedema né aumentano la probabilità di averlo, ma contribuiscono ad aggravarne i sintomi, facilitando la progressione della patologia e aumentando lo stato infiammatorio.

Tipi di lipedema

Il lipedema interessa soprattutto le gambe, ma può coinvolgere anche altre zone del corpo. In base alla distribuzione del grasso si distinguono 5 tipi di lipedema, che possono combinarsi tra loro in modi diversi.

  • Il tipo I interessa le anche e la parte superiore delle cosce.
  • Nel tipo II l’accumulo scende fino alle ginocchia.
  • Il tipo III si estende dai fianchi alle caviglie.
  • Il tipo IV coinvolge anche le braccia.
  • Il tipo V va dal ginocchio alla caviglia.

Dal punto di vista della forma che il corpo tende ad assumere, invece, il lipedema può essere di 2 tipi (o fenotipi).

Nel tipo colonnare o cilindrico, le gambe gonfiandosi tendono a perdere le normali variazioni di circonferenza tra cosce, ginocchia, polpacci e caviglie e ad assumere un profilo rettilineo.

Nel tipo lobare invece, il grasso forma dei cuscinetti che deformano la silhouette, tipicamente nella zona glutea e trocanterica.

tipi di lipedema schema

Cosa succede nei tessuti colpiti?

Nel lipedema il tessuto adiposo e il tessuto connettivo si modificano per via di una serie di processi che creano un circolo vizioso.

Le cellule adipose (adipociti) aumentano di volume e così schiacciano i capillari e li allontanano dai tessuti, che vanno in carenza d’ossigeno (ipossia). 

Le citochine infiammatorie rendono i vasi più permeabili e favoriscono la fuoriuscita di liquidi negli spazi intercellulari. 

Gli adipociti ingrossati comprimono anche i vasi linfatici e ostacolano il drenaggio. Quindi i liquidi ristagnano, le citochine non riescono a essere smaltite e l’infiammazione continua. 

In questa situazione, nella fascia il collagene può essere prodotto in eccesso e causare fibrosi, cioè perdita di elasticità dei tessuti. In più una parte di queste molecole tende a incapsulare le cellule adipose formando i noduli tipici del lipedema.

La fibrosi e i noduli rendono ancora più difficile il drenaggio linfatico e favoriscono il gonfiore (edema).

Sintomi del lipedema: campanelli d’allarme

Il lipedema deve essere diagnosticato da uno specialista, ma alcuni campanelli d’allarme possono farti capire quando è il caso di rivolgerti a un medico.

I sintomi del lipedema variano da donna a donna e possono combinarsi in modo diverso e non essere tutti presenti. Ecco quelli più comuni: 

  • dolore e ipersensibilità al tatto nelle aree interessate, spesso accompagnati da una sensazione costante di tensione, bruciore o pesantezza;
  • zone colpite più fredde rispetto al resto del corpo e maggiore sensibilità al freddo;
  • lividi frequenti, che compaiono anche dopo urti minimi o senza un motivo apparente perché i capillari sono fragili;
  • pelle irregolare al tatto, con aspetto “a buccia d’arancia” o “a materasso” e noduli palpabili;
  • accumulo di grasso simmetrico ma sproporzionato: il volume aumenta allo stesso modo su entrambe le gambe o entrambe le braccia, ma il busto resta più snello; 
  • mani e piedi non coinvolti, per questo all’altezza di polsi o caviglie si può notare uno stacco netto, chiamato spesso segno del calzino o del manicotto;
  • resistenza al dimagrimento: il grasso del lipedema non può essere eliminato con diete ipocaloriche o attività fisica;
  • astenia cronica.

Differenze tra lipedema, linfedema, cellulite e sovrappeso 

Si stima che la diagnosi di lipedema arrivi con circa dieci anni di ritardo perché spesso viene confuso con altre condizioni o malattie. Per individuarlo infatti bisogna escludere la presenza delle patologie con sintomi simili, cioè fare una diagnosi differenziale.

Cosa distingue il lipedema da linfedema, cellulite, sovrappeso e insufficienza venosa?

Il linfedema, a differenza del lipedema, di solito è asimmetrico, cioè riguarda un solo arto o soprattutto uno e nelle fasi iniziali non provoca dolore. Il linfedema inoltre coinvolge anche i piedi e le mani e dà esito positivo nel test di Stemmer: il che significa che non si riesce ad afferrare e sollevare la pelle alla base del secondo dito del piede. 

La cellulite è circoscritta in zone specifiche come glutei o cosce, può essere asimmetrica e rispetto al lipedema risponde meglio all’alimentazione e all’allenamento. La cellulite non patologica non è dolorosa, ma una cellulite avanzata, fibrotica, può dare sintomi simili a un lipedema leggero o moderato. 

In caso di sovrappeso e obesità il grasso si distribuisce in modo uniforme anche su tronco, mani e piedi, non è doloroso al tatto, non dà fragilità capillare e si può ridurre con la restrizione calorica.

Nell’insufficienza venosa cronica il gonfiore diminuisce molto dopo il riposo notturno e spesso ci sono vene varicose visibili.

Stadi del lipedema

Con il tempo il lipedema tende a peggiorare e i tessuti cambiano sia nell’aspetto sia al tatto. In base alle alterazioni distinguiamo 4 stadi del lipedema. 

Nello stadio 1 la pelle è ancora liscia e uniforme, ma nel tessuto adiposo si sono già formati dei piccoli noduli, che al tatto ricordano dei granelli di riso.

Nello stadio 2 nella cute compaiono avvallamenti e rilievi, lo strato sottocutaneo si ispessisce e al tatto si sentono noduli, la cui dimensione può andare da quella di una noce a quella di una pallina da golf.

Lo stadio 3 è associato a un forte aumento di volume e ad alterazioni della forma del corpo dovute ai cuscinetti di grasso, mentre il tessuto sottocutaneo diventa rigido per via della fibrosi.

Nello stadio 4, detto anche lipo-linfedema, le alterazioni dovute al lipedema causano il linfedema, e il gonfiore arriva anche al dorso del piede e alle dita.

stadi lipedema progressione

Come avviene la diagnosi del lipedema?

Diagnosticare il lipedema è compito di un medico specialista come il linfologo, l’angiologo, il fisiatra o il chirurgo vascolare.

Non esiste un esame di laboratorio che possa confermare o escludere la malattia, quindi la diagnosi del lipedema è clinica, cioè è il medico a formularla sulla base della storia della paziente e dell’esame fisico attraverso osservazione, palpazione e test manuali. 

Durante la visita il medico probabilmente ti chiederà se ti vengono spesso lividi e se senti dolore, se le tue articolazioni sono ipermobili e se hai dolori muscolari o articolari; ma anche quando sono comparsi o peggiorati i sintomi, se in famiglia ci sono casi simili e se hai provato a dimagrire sulle gambe senza riuscirci. 

Poi osserverà come si distribuisce il grasso e verificherà con la palpazione la consistenza dello strato adiposo interessato e se contiene noduli. 

Potrebbe anche effettuare una bioimpedenziometria – per stimare la composizione corporea e la distribuzione dei liquidi – e misurare le circonferenze di gambe e braccia per documentare la situazione di partenza.

Lo specialista può prescrivere degli esami che servono soprattutto a valutare complicazioni o escludere patologie con sintomi simili, come l’ecografia del tessuto sottocutaneo o l’ecografia venosa.

Patologie associate

Gli studi recenti confermano che il lipedema si accompagna spesso ad altre patologie specifiche, quindi se ti è stata diagnosticata questa patologia dovresti fare ulteriori accertamenti. 

Per esempio, a livello gastrointestinale si osservano spesso la sindrome dell’intestino irritabile e l’intolleranza al nichel, che tra le donne con lipedema è tre volte più diffusa della media.

In ambito endocrino e metabolico sono frequenti le patologie della tiroide, come la tiroidite autoimmune, l’ipotiroidismo e i noduli tiroidei, l’insulino-resistenza e una carenza importante di vitamina D.

In ambito ginecologico il lipedema si associa a endometriosi, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e sindrome infiammatoria ovarica.

Sono molto frequenti anche l’ipermobilità articolare e una lassità precoce del pavimento pelvico.

Come si cura il lipedema

Il lipedema è una malattia cronica, ma puoi stabilizzarla o rallentarne molto il peggioramento con trattamenti e terapie, che è meglio iniziare prima possibile. Queste tecniche servono ad alleviare dolore, pesantezza e stanchezza, a ridurre l’infiammazione e la fibrosi dei tessuti e sostenere il flusso linfatico e la mobilità.

Le cure per il lipedema seguono 2 approcci principali: quello conservativo e quello chirurgico. Inoltre i risultati migliori si hanno lavorando su più fronti, con l’aiuto di diversi specialisti, che possono prescrivere delle terapie complementari.

Terapia conservativa

Tra i trattamenti principali per il lipedema ci sono:

  • bendaggio multicomponente, cioè con più strati di materiali diversi; 
  • drenaggio linfatico manuale (DLM), più utile in caso di edemi fluidi;
  • massaggi connettivali, più consigliati per tessuti molto densi;
  • LPG, TECAR e onde d’urto, proposte per ridurre stress ossidativo e fibrosi;
  • terapia decongestiva complessa (TDC), che unisce bendaggi, DLM ed esercizi fisici eseguiti con indosso i tutori compressivi.

Sono invece sconsigliate tecniche come il vacuum e le pedane vibranti perché possono danneggiare i capillari, ostacolare il ritorno venoso e aumentare il gonfiore.

Drenaggio linfatico manuale gambe

Chirurgia 

La chirurgia è l’unico modo per ridurre in modo significativo il volume del tessuto adiposo patologico e viene presa in considerazione quando il dolore persiste nonostante la terapia conservativa, se la malattia limita la mobilità o provoca altre complicazioni. Deve essere valutata da un’équipe di specialisti in base alle condizioni della paziente e può essere eseguita solo dopo il dimagrimento e l’eliminazione del grasso superfluo non patologico.

Per il lipedema esistono tecniche di liposuzione specifiche – come la liposuzione tumescente o ad acqua –, create per rimuovere gli adipociti ipertrofici preservando i vasi sanguigni e linfatici. 

Gli interventi però non guariscono dal lipedema, per cui tutte le terapie conservative devono continuare anche dopo l’operazione. 

Terapie complementari

Alle cure per il lipedema più note si possono affiancare altre terapie che lavorano in modo indiretto per rallentare l’evoluzione della malattia o alleviare i sintomi.

Per esempio, l’endocrinologo può intervenire per riequilibrare eventuali disfunzioni ormonali o metaboliche che aumentano l’infiammazione e facilitano l’accumulo di peso.

Il gastroenterologo può prescrivere terapie per migliorare la salute del microbiota e ridurre la permeabilità intestinale (e l’infiammazione cronica di basso grado).

Le professioniste specializzate nella riabilitazione del pavimento pelvico possono aiutarti a prevenire e alleviare la lassità precoce.

La psicoterapia, invece, può essere utile per imparare a gestire l’impatto emotivo della malattia, come il disagio legato all’aspetto fisico e al dolore cronico, e spesso anche il senso di inadeguatezza per non essere riuscite a dimagrire.

Autogestione del lipedema: cosa fare quotidianamente 

Se hai il lipedema, è fondamentale che alle terapie eseguite dai professionisti affianchi l’autogestione del lipedema: autotrattamenti e abitudini quotidiane che ti aiutano a ridurre l’infiammazione e il grasso superfluo non resistente e a migliorare la salute dei muscoli e della fascia. 

I pilastri dell’autogestione del lipedema sono:

  • i dispositivi compressivi
  • un’alimentazione mirata
  • un’attività fisica adatta e quotidiana
  • l’automassaggio linfatico.

Dispositivi compressivi

È indispensabile indossare i dispositivi compressivi, cioè calze a compressione graduata, o guaine, prescritte dal medico e realizzate su misura.

Infatti questi tutori sono il modo più efficace per:

  • tenere fermi i tessuti e ridurre il dolore causato dalle oscillazioni interne
  • contrastare la fuoriuscita di liquidi dai vasi sanguigni e il gonfiore
  • favorire il ritorno venoso e linfatico.

Vanno indossati per tutta la giornata, soprattutto d’estate o se resti a lungo in piedi; ed è consigliato tenerli anche durante l’attività fisica.

 Alimentazione mirata

Per ridurre l’infiammazione associata al lipedema bisogna evitare picchi glicemici e cercare di introdurre sostanze antinfiammatorie (come gli omega-3).

Le linee guida tedesche per il lipedema (S2K) raccomandano 2 regimi alimentari:

  • un’alimentazione equilibrata e antinfiammatoria ispirata al modello mediterraneo tradizionale, eventualmente ipocalorica;
  • la dieta chetogenica: infatti negli ultimi anni è stato studiato l’effetto sul lipedema di diete a basso o bassissimo contenuto di carboidrati (low carb e chetogenica), e i risultati sulla riduzione del peso e dell’infiammazione sono promettenti.
esercizi linfodrenanti gambe sollevate

Attività fisica adatta

In caso di lipedema l’attività fisica è indispensabile per sostenere la circolazione linfatica e venosa, conservare la mobilità e tenere sotto controllo il peso. Se soffri di questa patologia, devi fare movimento ogni giorno, idealmente indossando le calze compressive.

Sono adatte le attività a basso impatto come la camminata, la bicicletta, il pilates, la ginnastica linfodrenante o l’acquagym, molto efficace anche sul drenaggio.

Ma è necessario lavorare anche sul rinforzo muscolare progressivo, mantenendo sempre bassa l’intensità, quindi adattandolo al tuo livello di allenamento e aumentando i carichi nel tempo.

Vanno invece evitati: 

  • i carichi troppo pesanti per il tuo livello
  • il lavoro a cedimento
  • gli allenamenti estremi (come CrossFit, HIIT).

Automassaggio linfatico

Se soffri di lipedema, puoi praticare anche a casa il linfodrenaggio sotto forma di automassaggio. Questo trattamento:

  • sgonfia i tessuti e riduce il dolore perché allevia la pressione sulle terminazioni nervose; 
  • riduce l’infiammazione del tessuto adiposo perché favorisce lo smaltimento delle scorie e delle citochine;
  • supporta il sistema linfatico, che per via dell’aumentata permeabilità dei capillari ha un carico maggiore.

L’automassaggio linfatico è delicatissimo e rispetta la fragilità dei capillari tipica del lipedema. 

stimolare i linfonodi

Perché Linfit® può aiutarti a stare meglio

Molte delle pratiche di cui abbiamo appena parlato sono il cuore della disciplina Linfit. Sull’app trovi allenamenti a basso impatto che uniscono esercizi per il ritorno venoso e linfatico e lavoro sulla forza e la mobilità, pratiche di rilascio miofasciale e routine di automassaggio linfatico da praticare a casa ogni giorno.

Puoi partire dalle sequenze a corpo libero per poi aumentare gradualmente carichi e difficoltà, in modo dolce e senza strappi, per sentirti più forte e più leggera, muoverti meglio e avere più energia.

Linfit non sostituisce le terapie per il lipedema, ma può affiancarle. Attraverso l’app ti aiuta a essere costante nella parte di lavoro che spetta a te, con videolezioni guidate, promemoria quotidiani e consigli per un’alimentazione antinfiammatoria e drenante.

Se cerchi un alleato per prenderti cura ogni giorno della tua salute, ti aspettiamo in Linfit insieme a una community di migliaia di donne che hanno già iniziato il loro percorso di benessere.

Come si capisce se si ha il lipedema?

Tra i campanelli d’allarme ci sono l’accumulo simmetrico e sproporzionato di grasso su gambe o braccia, il dolore al tatto, i lividi frequenti e la resistenza al dimagrimento. Per avere una diagnosi è necessario rivolgersi a uno specialista, che valuterà la storia clinica e i sintomi.

Cosa non mangiare se si ha il lipedema?

Non esiste una lista ufficiale di alimenti vietati per il lipedema, ma la letteratura scientifica e alcune linee guida raccomandano regimi alimentari antinfiammatori come la low carb, la chetogenica, e una dieta mediterranea tradizionale. Rivolgiti a uno specialista per avere informazioni specifiche per il tuo caso.

Il lipedema è grave?

Il lipedema è una malattia cronica che tende a peggiorare nel tempo, causando gonfiore, pesantezza, dolore e difficoltà nei movimenti. La diagnosi tempestiva, le terapie e uno stile di vita adatto possono aiutare a gestire i sintomi e a rallentarne l’evoluzione.

Cosa scatena il lipedema?

Le cause del lipedema non sono ancora del tutto chiare, ma le ricerche suggeriscono che dipenda da una combinazione di fattori genetici e ormonali. È sempre accompagnato da un’infiammazione cronica di basso grado, ma non è chiaro se sia una causa o una conseguenza della malattia.

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