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Riconoscimento del lipedema e nuovo codice: cosa cambia nel 2027

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Forse hai letto che dal 2027 il lipedema sarà riconosciuto in Italia e ti stai chiedendo se grazie a questo potrai finalmente avere supporto dallo Stato per visite, trattamenti e dispositivi sanitari.

ITALF (International Lymphoedema Framework) e LIO Lipedema Italia hanno annunciato che a partire da gennaio il lipedema avrà un nuovo codice diagnostico. Ma cosa cambia davvero per le donne che ne soffrono?

In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sia sulla possibilità di diagnosticare il lipedema in Italia, sia sugli effetti del nuovo codice in arrivo nel 2027.

Il lipedema è una patologia riconosciuta?

A livello internazionale, il lipedema è stato riconosciuto come patologia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2018.

oms ICD

Nel 2019 l’OMS ha inserito il lipedema nella undicesima edizione della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD), il sistema con cui l’ente dà un nome e un codice alle malattie per creare un linguaggio comune tra i diversi paesi per diagnosi e statistiche sanitarie.

Nell’ICD-11 – che è la classificazione ufficiale dell’OMS dal 2022 – il lipedema ha un codice tutto suo: EF02.2 – Lipoedema. Invece per il lipo-linfedema – la forma in cui al lipedema si associa il linfedema – c’è un codice specifico: BD93.1Y.

Ma cosa significa tutto ciò a livello di singolo Stato?

Quando l’OMS inserisce una patologia all’interno della classificazione, il riconoscimento da parte dei Paesi che aderiscono non è automatico. Infatti ciascun Paese decide come e quando integrare nel proprio sistema sanitario ogni nuova edizione dell’ICD, e di solito sono necessari atti amministrativi che possono richiedere anni. 

In Italia il lipedema è riconosciuto?

In Italia il lipedema è riconosciuto come patologia e viene già diagnosticato, anche se con un codice contestato dalle associazioni che tutelano le persone affette dalla malattia. 

Il nostro sistema sanitario Nazionale (SSN) fa ancora riferimento all’ICD-9, in cui il lipedema non ha una voce specifica ma è identificato dal codice 278.1, che corrisponde ad “Adiposità localizzata” e si trova nella categoria dedicata a sovrappeso e obesità. 

riconoscimento lipedema italia

Lo stesso accade anche nell’ICD-10, che sarà adottata tra qualche mese: cambia il codice, che diventa E65, ma il lipedema è sempre classificato come “Adiposità localizzata”. 

Di conseguenza, quando nel 2027 si passerà all’ICD-10 non sarà possibile introdurre il codice EF02.2 – Lipoedema, che appartiene all’undicesima edizione. 

Per questo ITALF, società scientifica che si occupa di patologie linfatiche, con l’appoggio di LIO Lipedema Italia, l’associazione italiana per la tutela delle persone affette da lipedema, ha chiesto e ottenuto dal Ministero della Salute una soluzione temporanea per poter inserire la malattia in una categoria più adatta: l’aggiunta di un sottocodice per il lipedema nella categoria delle lipodistrofie non classificate altrove (E88.1). Questo perché il singolo Paese non può inserire un codice diverso all’interno di una certa edizione della ICD, ma può aggiungere un sottocodice dentro una categoria esistente.

Grazie a questo accordo, dice ITALF, a partire dal 2027 il nuovo codice di diagnosi del lipedema sarà E88.20, “Lipodistrofia dei quattro arti, esclusi mani e piedi, assimilabile al Lipedema”. Le cose cambieranno quando, non prima di qualche anno, verrà adottata la ICD-11. 

ClassificazioneCodice associato al lipedemaValidità in Italia
ICD-9278.1 – Adiposità localizzataIn uso fino al 31 dicembre, versione ICD-9-CM
ICD-10E65 – Adiposità localizzataSarà adottata dal 2027, con modifiche (versione ICD-10-IM) 
ICD-11EF02.2 – LipoedemaSarà adottata tra qualche anno
ICD-10-IME88.20 – Lipodistrofia dei quattro arti, esclusi mani e piedi, assimilabile al lipedemaIn uso da gennaio 2027

Situazione attuale per chi soffre di lipedema in Italia

ITALF e LIO Lipedema Italia lamentano che il codice diagnostico oggi in uso – 278.1 – Localized adiposity – non sia adatto e che abbia contribuito a far vedere la patologia come un problema estetico o un effetto del sovrappeso, favorendo le diagnosi tardive e la somministrazione di trattamenti e cure inefficaci.

Ma le associazioni e i pazienti lamentano soprattutto la mancanza di sostegno da parte dello stato. Oggi infatti, non c’è un percorso di cura per il lipedema garantito dal Servizio Sanitario Nazionale. Così le donne che ne soffrono si trovano a dover pagare di tasca propria – e per tutta la vita – visite specialistiche, terapie, trattamenti e indumenti elastocompressivi, e persino interventi chirurgici, quando sono indicati. Il risultato è che oggi tante di loro rinunciano a curarsi perché è troppo costoso.

Per questo LIO Lipedema Italia sta lavorando per ottenere:

  • l’inserimento nei LEA delle prestazioni necessarie;
  • l’esenzione dal ticket per chi soffre di lipedema;
  • misure temporanee delle Regioni, a cui viene chiesto di farsi carico di una parte delle spese sanitarie fino all’inserimento nei LEA.
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Cosa cambia nel 2027 con l’attribuzione del nuovo codice

Secondo ITALF e LIO Lipedema Italia l’attribuzione di un codice più specifico è un primo passo verso la possibilità per chi soffre di lipedema di ricevere trattamenti all’interno del SSN e di essere sostenuta nelle spese per visite e dispositivi medici. 

Questo sarà possibile solo se il lipedema verrà inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cioè le prestazioni e i servizi che il SSN deve garantire a tutti, cioè fornire direttamente o attraverso strutture convenzionate, gratis o con il pagamento di un ticket, in base alla situazione economica del paziente e alla sua patologia. Secondo LIO Lipedema Italia, nell’aggiornamento dei LEA del 2017 il lipedema è rimasto escluso proprio perché non aveva ancora un codice dell’OMS. 

Mentre ITALF riporta che, ora che esiste un codice specifico, dovrebbero iniziare le consultazioni del Ministero della Salute per definire le prestazioni che il SSN dovrà garantire.

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Un altro effetto positivo del nuovo codice sarebbe un inquadramento più corretto che trasmetta il messaggio che il lipedema non è semplice grasso superfluo ma una lipodistrofia, cioè un’alterazione del tessuto adiposo, e quindi richiede cure specifiche e accorgimenti che ne rallentino la progressione.

Il lipedema è una patologia che deve essere diagnostica da uno specialista. 

Linfit non sostituisce la terapia ma può affiancarla, perché offre un’attività fisica a basso impatto che non aumenta l’infiammazione dei tessuti. In più aiuta a mantenere efficiente il drenaggio linfatico e a ridurre la pesantezza e il dolore, sia con gli esercizi linfodrenanti che con le routine di automassaggi linfatici.

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Se hai il lipedema, Linfit può aiutarti a offrire al tuo corpo il movimento dolce e regolare di cui ha bisogno, a mantenere la mobilità e a sentirti più leggera. 

Il Sistema Sanitario Nazionale riconosce il lipedema?

Dal 2027 in Italia è previsto un codice diagnostico più specifico per il lipedema – E88.20, “Lipodistrofia dei quattro arti, esclusi mani e piedi, assimilabile al Lipedema” –, ma questo non dà ancora il diritto a ricevere cure a carico del SSN.

Il lipedema è mutuabile?

Al momento le visite e le terapie necessarie alle donne che soffrono di lipedema non sono sempre accessibili all’interno delle strutture pubbliche o convenzionate, quindi spesso devono essere pagate interamente dalla paziente. 

Esiste un’esenzione dal ticket per il lipedema in Italia?

Oggi chi soffre di lipedema non ha diritto all’esenzione dal ticket. L’associazione LIO Lipedema Italia ha presentato una richiesta al Ministero della Salute per ottenerla, ma ancora non ci sono stati aggiornamenti.

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