Il sistema linfatico copre quasi ogni centimetro del nostro corpo, eppure non ne parliamo mai, se non quando il gonfiore o la ritenzione idrica ci avvisano che non sta funzionando come dovrebbe. È un sistema sottovalutato ma vitale, senza il quale anche la circolazione del sangue e le difese immunitarie si fermerebbero. Prendertene cura non è solo una questione estetica, ma il punto di partenza per ritrovare una salute profonda.
In questa guida ti spiegheremo in modo semplice tutto quel che ti serve sapere per supportarlo e stare meglio.
Indice
Come funziona il sistema linfatico?
Migliora la circolazione linfatica con Linfit®
Quando il sistema linfatico è affaticato
Come supportare il tuo sistema linfatico
La salute linfatica come base di un benessere profondo
Cos’è il sistema linfatico?
Il sistema linfatico è una rete di vasi e organi diffusa in quasi tutto il corpo, e lavora fianco a fianco con i sistemi cardiocircolatorio e immunitario per raccogliere, trasportare e filtrare i liquidi in eccesso e le macromolecole che rimangono nello spazio tra una cellula e l’altra. Questo liquido è la linfa, cioè il plasma che resta nei tessuti, trasparente perché quasi privo di globuli rossi, e ricco di globuli bianchi, sostanze nutritive, ormoni, grassi e scorie metaboliche.
Le strutture più piccole del sistema linfatico si trovano appena sotto la pelle: sono i capillari linfatici, molto permeabili e sottilissimi, con un diametro inferiore a un decimo di millimetro. Andando in profondità e verso il centro del corpo questa fitta rete di minuscoli vasi periferici si trasforma in condotti via via più grandi e complessi: i collettori linfatici. Ancora più importanti sono i tronchi e i dotti linfatici, che raccolgono la linfa in arrivo dai diversi distretti corporei e la convogliano verso il dotto toracico: il canale principale del sistema, che corre parallelo alla colonna vertebrale.
Lungo questa rete si trovano anche i linfonodi, piccole ghiandole a forma di fagiolo che si raggruppano principalmente attorno alle grandi vene e alle loro confluenze e si occupano di filtrare la linfa. Questi organi fanno parte sia del sistema linfatico che del sistema immunitario come gli altri organi linfoidi – midollo osseo, timo, milza, tonsille –, nei quali nascono le cellule che ripuliscono la linfa da virus, batteri e sostanze tossiche.

Cosa fa il sistema linfatico?
Il sistema linfatico svolge 3 funzioni principali, indispensabili per il funzionamento dell’organismo:
- drena i liquidi in eccesso dai tessuti
- trasporta sostanze da una parte all’altra del corpo
- contribuisce alle difese immunitarie dell’organismo.
Mentre fino a qualche decennio fa si credeva che fosse il sistema venoso a drenare i liquidi presenti tra i tessuti, gli studi più recenti indicano che è principalmente il sistema linfatico a raccogliere e convogliare la maggior parte della linfa dalla periferia verso il centro del corpo.
Insieme al liquido interstiziale, i vasi linfatici trasportano anche diverse sostanze che non vengono assorbite dai capillari venosi, come scorie metaboliche, proteine e acido ialuronico. A livello intestinale i capillari linfatici raccolgono anche grassi a catena lunga, che sono troppo grandi per attraversare le pareti venose e quindi vengono trasportati e immessi nel sangue insieme alla linfa.
Tutta la linfa raccolta dalla periferia del corpo converge verso i linfonodi, dove le cellule immunitarie individuano e neutralizzano elementi dannosi e cellule anomale. Non a caso quando il corpo sta combattendo un’infezione, i linfonodi lavorano a pieno regime e possono ingrossarsi e diventare sensibili al tatto.
Grazie a questi processi il sistema linfatico contribuisce anche a una funzione che sta molto a cuore a chi pratica attività fisica: il recupero muscolare. Quando i muscoli si affaticano e diventano più pesanti e rigidi e talvolta doloranti dopo uno sforzo intenso, un sistema linfatico efficiente può aiutarli a tornare in forma più in fretta, perché aiuta i tessuti a smaltire l’infiammazione.

Come funziona il sistema linfatico?
La circolazione della linfa funziona in modo un po’ diverso rispetto a quella del sangue perché il sistema linfatico non ha una pompa centrale come il cuore, e sono i vasi stessi a contrarsi per spingere i liquidi verso il torace.
Tutto inizia nei capillari linfatici, le cui pareti sono ancorate ai tessuti circostanti attraverso sottili filamenti e possiedono delle giunzioni capaci di aprirsi. Quando la pressione sui vasi aumenta per via dei liquidi presenti nei tessuti o in seguito alla contrazione dei muscoli vicini, le giunzioni si aprono e il liquido interstiziale viene richiamato all’interno insieme a tutto ciò che contiene.
Scorrendo la linfa arriva nei collettori linfatici, vasi più grandi dotati di valvole che le impediscono di tornare indietro. Ogni tratto di collettore compreso tra due valvole prende il nome di linfangione ed è una piccola unità funzionale dotata di cellule muscolari proprie. Quando si riempie oppure viene stimolato dal movimento dei muscoli scheletrici circostanti, queste cellule si contraggono e spingono la linfa nella porzione di vaso successiva.
Grazie a questa pulsazione lenta, la linfa passa attraverso i linfonodi ed entra infine nel dotto toracico, da cui si getta nella circolazione venosa in due punti situati alla base del collo, chiamati angoli venosi o confluenze giugulo-succlavie.
Forse ora ti sarà più chiaro uno dei principali motivi per cui la circolazione linfatica ha bisogno di supporto: sia che siamo in piedi sia che siamo sedute, per la maggior parte della giornata i liquidi devono vincere la gravità per muoversi dalle gambe e dalle braccia verso il torace.
In mancanza di una pompa centrale, il buon funzionamento del sistema linfatico dipende moltissimo dal contributo esterno che può arrivare dai muscoli scheletrici e dal diaframma o dal drenaggio linfatico manuale: elementi che si uniscono in modo sinergico nelle pratiche di Linfit.
Questo modello, basato sull’azione coordinata della pompa intrinseca dei collettori linfatici e della pompa estrinseca generata dai movimenti del corpo, è confermato dalla letteratura scientifica come il principale meccanismo che permette alla linfa di risalire verso il torace.

Quando il sistema linfatico è affaticato
Oggi tante donne devono fare i conti con un sistema linfatico che rallenta o non riesce a reggere l’eccessivo carico di lavoro e si ritrovano con gambe gonfie e pesanti che peggiorano nel corso della giornata, la pelle tesa e segnata dagli elastici dei calzini e degli indumenti, gli impegni quotidiani che diventano più faticosi.
Il primo effetto di un sistema linfatico che non riesce a stare al passo è la famigerata ritenzione idrica, cioè l’accumulo di liquidi nei tessuti, che a sua volta crea le condizioni perché compaia la cellulite e si inneschi un circolo vizioso di gonfiore e infiammazione.
Ma quali sono le cause di un sistema linfatico poco efficiente?
In generale gli ormoni predispongono le donne al ristagno dei liquidi, soprattutto in periodi come la gravidanza o la menopausa, ma in misura minore anche in fase premestruale.
A peggiorare la situazione c’è lo stile di vita.
La sedentarietà, oggi così comune, priva il sistema linfatico del necessario supporto della pompa muscolare. Per di più trascorrere molte ore sedute comprime i vasi di glutei e gambe e ostacola fisicamente il passaggio dei liquidi. Ma non aiuta neanche stare ferme in piedi, soprattutto se sui tacchi. Indumenti e accessori possono infatti rappresentare un ulteriore intralcio alla circolazione, in particolare gli abiti stretti o le cinture.
Un altro grande nemico del sistema linfatico è l’infiammazione cronica, che aumenta la quantità di liquidi e sostanze da drenare e può anche creare ostacoli al passaggio della linfa alterando la struttura dei tessuti, comprese le pareti dei vasi. Per questo tutte le abitudini che contribuiscono all’infiammazione – come non dormire abbastanza, mangiare zuccheri e cibi processati, bere alcol e fumare – sono dannose per il sistema linfatico.
Anche i fattori che favoriscono la ritenzione idrica, come il consumo di cibi salati e la disidratazione, affaticano il sistema linfatico perché comportano un notevole aumento del suo carico di lavoro.
Infine la situazione può peggiorare con le alte temperature: infatti l’estate per il sistema linfatico è la stagione più critica perché il caldo dilata i vasi sanguigni e favorisce la fuoriuscita di liquidi nei tessuti.

Quando rivolgersi a un medico e perché?
Quando i sintomi di un malfunzionamento del sistema linfatico peggiorano nel tempo, oppure se il gonfiore riguarda solo un arto o è associato a indolenzimento e alterazione dei tessuti, bisogna rivolgersi a un medico. E prima si interviene e più efficaci possono essere le terapie.
Tra le patologie linfatiche più comuni c’è il linfedema, che provoca un accumulo progressivo di liquidi nei tessuti. Una condizione che spesso insorge come conseguenza del lipedema: patologia che fa crescere in modo anomalo il tessuto adiposo e porta allo schiacciamento di vasi linfatici e vene.
Il gonfiore cronico, o edema, può essere causato anche dall’insufficienza venosa, un altro fattore che spesso rallenta la risalita della linfa, soprattutto nelle gambe.
Queste condizioni richiedono terapie che devono essere valutate da uno specialista. Nella maggior parte dei casi, se il tuo medico approva, puoi integrarle con automassaggi linfatici per prolungarne gli effetti tra un trattamento e l’altro e amplificare i benefici.

Come supportare il tuo sistema linfatico
La buona notizia è che se migliori le tue abitudini quotidiane, il sistema linfatico risponde. E non ti chiede cambiamenti enormi, quanto costanza.
Uno degli strumenti per il benessere linfatico sempre a portata di mano è la respirazione diaframmatica, una respirazione profonda che da una parte facilita il riempimento del dotto toracico, dall’altra crea pressione all’interno dell’addome spingendo la linfa verso il torace. Un supporto alla circolazione che viene a mancare quando per stress e disconnessione dal nostro corpo finiamo per respirare in modo superficiale.
Un’altra pratica davvero benefica per la circolazione linfatica è muoversi in modo regolare. Infatti, come dimostra uno studio pubblicato sul Journal of Physiology, quando camminiamo o svolgiamo un’altra attività aerobica la linfa può scorrere fino a 3 volte più veloce rispetto a quando siamo ferme. E visto che ogni contrazione muscolare dà il suo piccolo contributo al drenaggio linfatico, è utile anche cambiare spesso posizione, ridurre le ore sulla sedia o sul divano e alzarsi a intervalli regolari.
Ma i benefici più grandi si hanno unendo esercizi mirati di diverso tipo: quelli più intensi che attivano le pompe muscolari di piedi e polpacci e quelli più dolci che lavorano sulle articolazioni per facilitare il passaggio della linfa oppure stimolano ritmicamente la microcircolazione superficiale e i capillari linfatici.
Questi movimenti sono ancora più efficaci se preceduti da automassaggi linfodrenanti che liberano i linfonodi e sospingono la linfa verso il centro del corpo, come succede in Linfit.
Se vuoi ottenere il massimo dei benefici da queste nuove abitudini, devi unirle a uno stile di vita salutare, che riduce la ritenzione idrica e l’infiammazione e quindi il carico sul sistema linfatico. Fai il possibile per dormire bene e un numero sufficiente di ore, mantieniti sempre idratata e cura la tua alimentazione. Se hai bisogno di suggerimenti, dai un’occhiata alla nostra guida sui cibi contro la ritenzione idrica.
Se già segui una routine linfodrenante e un’alimentazione antinfiammatoria, puoi provare ad aggiungere dei diuretici naturali o dei drenanti da bere.

La salute linfatica come base di un benessere profondo
Linfit è la prima disciplina sportiva dedicata alla salute del sistema linfatico femminile riconosciuta dal CONI tramite affiliazione ASI, ed è sviluppata con il supporto di un Comitato Scientifico che riunisce medici dello sport, fisiatri e specialiste in linfologia.
Il nostro metodo condensa in brevi routine quotidiane e allenamenti tutti gli strumenti più efficaci per il benessere linfatico secondo la fisiologia: la stimolazione dei linfonodi, l’automassaggio linfodrenante, la respirazione diaframmatica, la contrazione muscolare mirata, l’attivazione del piede e i movimenti lenti e ritmici. E li include nelle pratiche con un ordine preciso capace di amplificarne l’impatto positivo.
Le routine sono brevi e pensate per adattarsi alle giornate più piene, mentre gli allenamenti possono avere lunghezze differenti e prevedono sempre giorni di riposo per mantenere bassa l’infiammazione sistemica. Puoi seguirli ovunque grazie alle videolezioni guidate dai nostri professionisti del sistema linfatico disponibili sull’app.
Linfit ti offre un approccio progressivo e sostenibile per prenderti cura del tuo sistema linfatico e farne il punto di partenza per un benessere a 360 gradi. La leggerezza e la vitalità che percepirai sin dalle prime pratiche nel tempo traspariranno anche all’esterno, e già dopo 8 settimane vedrai risultati misurabili.
Sei pronta per una salute più profonda? Inizia Linfit e unisciti a più di 30.000 donne.
Sotto la supervisione di
Giusy Masitto
Dr.ssa Giuseppina Masitto (Medico Fisiatra specializzato in Linfologia)
Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, la Dott.ssa Masitto si occupa di valutazione, diagnosi e trattamento delle patologie muscolo-scheletriche e linfologiche, con particolare esperienza nella gestione di linfedema e lipedema.
Con una formazione avanzata in Linfologia Clinica, ecografia muscolo-scheletrica e terapie interventistiche in ecoguida, integra un approccio clinico e riabilitativo volto al benessere del sistema linfatico e al recupero funzionale globale dei pazienti.



