linfonodi stazioni e rete

Linfonodi: cosa fanno, dove si trovano e come prendersene cura

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Oggi si parla tanto di skin care, e tante di noi investono tempo e denaro nella scelta dei prodotti per la detersione e la cura della pelle. Probabilmente non ci interroghiamo altrettanto spesso sulla pulizia profonda del nostro corpo, quella che avviene dall’interno, di cui si occupano, ogni giorno, il sistema linfatico e i linfonodi. 

Come probabilmente saprai, da questi piccoli organi dipendono le difese immunitarie, ma non solo.

La rete dei linfonodi contribuisce a ripulire i tessuti da tossine e sostanze di scarto che creerebbero infiammazione, e a regolare la quantità di liquidi nel corpo, prevenendo il gonfiore a cui siamo predisposte per via degli ormoni femminili. 

Prenderci cura di questi organi significa permettere ai tessuti di smaltire meglio la fatica e l’infiammazione, aumentare le difese immunitarie e avere più energia.

In questa guida ti spieghiamo in modo semplice cosa sono e come funzionano i linfonodi e quali piccole abitudini puoi adottare per farli lavorare al meglio.

Pronta per iniziare?

Cosa sono i linfonodi

I linfonodi sono piccoli organi di forma simile a un fagiolo che troviamo accanto ai vasi linfatici, di solito riuniti in piccoli gruppi attorno alle vene principali o alle confluenze venose più importanti. In genere i più piccoli misurano appena 1 millimetro, mentre i più grandi non superano i 2,5 centimetri

I linfonodi appartengono sia al sistema linfatico* che a quello immunitario e sono classificati come organi linfoidi secondari, come la milza e il MALT, il tessuto linfoide associato alla mucosa. Non si tratta di semplici snodi dei collettori linfatici, ma di strutture autonome, irrorate da un piccolo ramo arterioso e drenate da un piccolo ramo venoso. Ognuna racchiusa da una capsula fibrosa e capace di ospitare una gran quantità di cellule immunitarie: linfociti T e B, macrofagi e cellule dendritiche.

cos'è un linfonodo

A cosa servono i linfonodi?

I linfonodi hanno due funzioni principali: filtrare la linfa e regolarne la concentrazione e il volume.

Quando la linfa entra nel linfonodo, viene esposta alle cellule immunitarie che popolano il suo interno. Linfociti, macrofagi e cellule dendritiche la ispezionano alla ricerca di virus, batteri, sostanze dannose o di scarto e cellule anomale. Tutto ciò che viene riconosciuto come estraneo o pericoloso viene neutralizzato e degradato dai linfonodi prima che la linfa prosegua il suo percorso e si immetta nel sangue.

Dentro il linfonodo le molecole più piccole e parte dell’acqua contenute nella linfa vengono subito assorbite dai capillari venosi interni. Solo le molecole troppo grandi per attraversare le pareti venose proseguono attraverso i vasi linfatici verso il collettore successivo.

stimolare i linfonodi

Come funzionano i linfonodi

Ogni linfonodo riceve la linfa attraverso i vasi linfatici afferenti, la elabora e la restituisce al circolo attraverso i vasi efferenti. Questa struttura rende i piccoli organi molto autonomi ma anche molto vulnerabili, perché in caso di danni alle arterie che lo nutrono o alle vene nelle quali scarica il sangue ormai privo di ossigeno, il linfonodo non potrà più funzionare correttamente.

I linfonodi tendono a raggrupparsi e a formare le stazioni linfonodali, o linfocentri, che filtrano la linfa proveniente da una certa porzione del corpo e prendono il nome dall’area in cui si trovano. Per esempio, proprio vicino alle vertebre omonime abbiamo i linfonodi cervicali, che trattano i liquidi che vengono drenati dai vasi linfatici della testa e del collo.

attivazione linfonodi inguine

Dove si trovano i principali linfocentri

Nel corpo umano ci sono tra 500 e 700 linfonodi, divisi tra linfonodi superficiali, che si trovano appena sotto la pelle, e linfonodi profondi, posizionati vicino agli organi interni.

Le stazioni linfonodali invece sono decine, e alcune sono particolarmente importanti per il benessere linfatico per via della loro posizione e delle aree da cui ricevono la linfa. In particolare, i linfocentri superficiali sono quelli di cui ci occupiamo direttamente con il massaggio linfatico, e tra questi ci sono:

  • i linfonodi occipitali e retroauricolari, che si trovano alla base del cranio e dietro le orecchie e filtrano i liquidi in arrivo dal cuoio capelluto;
  • i linfonodi cervicali, che si distribuiscono lungo il collo in più gruppi e accolgono la linfa proveniente da tutta la testa, dalla faringe e dalla tiroide;
  • i linfonodi ascellari, che si trovano nell’ascella e filtrano la linfa in arrivo dal braccio, dalla parete toracica, da parte del dorso e da gran parte della ghiandola mammaria;
  • i linfonodi cubitali o epitrocleari, che sono situati sopra l’incavo del gomito e ricevono la linfa proveniente dalla mano e dall’avambraccio;
  • i linfonodi inguinali, che si trovano nell’inguine e ricevono la maggior parte della linfa proveniente dalle gambe, oltre a quella che arriva dai genitali esterni, dai glutei e dalla parete addominale inferiore;
  • i linfonodi poplitei, che si raggruppano nel cavo popliteo, cioè dietro il ginocchio, dove accolgono i liquidi drenati dalla porzione profonda del piede e della gamba.
aprire stazioni linfonodali poplitee

Tra le stazioni linfonodali profonde invece ci sono:

  • i linfonodi mesenterici e addominali, che si trovano intorno all’intestino e agli organi digestivi, filtrano la linfa proveniente dall’apparato digerente e partecipano al trasporto dei nutrienti;
  • i linfonodi iliaci e pelvici, che sono situati lungo le grandi arterie del bacino e raccolgono la linfa proveniente da vescica, utero, ovaie e altri organi pelvici;
  • i linfonodi mediastinici, che si trovano al centro del torace, tra un polmone e l’altro, e drenano la linfa proveniente dall’apparato respiratorio e dal cuore.
respirazione diaframmatica linfonodi addome

Perché questi organi sono fondamentali per la salute femminile

I linfonodi sani lavorano ogni giorno per aiutarti a prevenire la ritenzione idrica e l’infiammazione cronica, per proteggerti e mantenere alta la tua energia.

Il corpo femminile è per natura più predisposto all’accumulo di liquidi a causa di variazioni ormonali legate agli estrogeni. Linfonodi in salute prevengono il gonfiore perché riversano nel microcircolo venoso interno l’acqua in eccesso presente nella linfa. Inoltre all’interno dei linfonodi i macrofagi scompongono l’acido ialuronico, una macromolecola che si trova nello spazio extracellulare ed è capace di trattenere enormi quantità di liquidi.

Quando i linfonodi sono congestionati o non riescono a sostenere il carico di lavorocome succede spesso in estate –, la linfa ricca di proteine ristagna nei tessuti, che si gonfiano. Se la situazione non cambia presto, l’infiammazione cronica dovuta alla presenza dei liquidi altera il tessuto adiposo sottocutaneo e il collagene e crea le condizioni per la comparsa della cellulite, che nel tempo può peggiorare raggiungendo anche stadi patologici (fibrosi). 

Come abbiamo visto, i linfonodi hanno un ruolo fondamentale nell’eliminare virus, batteri, sostanze tossiche e scorie metaboliche: infatti in caso di disfunzioni o asportazione di uno di questi organi, aumenta notevolmente la probabilità di contrarre infezioni nell’area del corpo interessata.

Quando i linfonodi e tutto il sistema linfatico funzionano bene, il corpo può smaltire rapidamente la risposta infiammatoria allo stress o agli allenamenti, e un recupero più veloce significa meno fatica, più vitalità e maggiori benefici dall’attività fisica.

Come stimolare i linfonodi

Nel metodo Linfit liberare e attivare i linfonodi è il punto di partenza di ogni routine linfodrenante e di ogni allenamento. Ogni giorno stimoliamo le principali stazioni linfonodali per prepararle a ricevere il massimo dei benefici dall’automassaggio e dagli esercizi mirati. Niente è casuale nelle nostre pratiche: né la tecnica né l’ordine con cui attiviamo i diversi linfocentri.

La sequenza delle manovre

Le pratiche Linfit prevedono sequenze precise, perché non basta stimolare i linfonodi e i vasi linfatici: bisogna farlo nel giusto ordine.

Si parte sempre con l’attivazione delle principali stazioni linfatiche superficiali, che vengono decongestionate in modo che possano accogliere la nuova linfa che arriverà dai tessuti grazie alla pratica.

Iniziamo l’automassaggio linfatico poco più su delle clavicole, per trattare la zona in cui la linfa conclude il suo percorso rientrando nella circolazione venosa, il terminus.

Dopo aver liberato i linfocentri alla base del collo, stimoliamo quelli dell’inguine, e poi quelli del cavo popliteo. Solo quando i linfonodi sono liberi passiamo a stimolare i vasi linfatici e a drenare i liquidi dalla periferia verso il centro del corpo.

Il tocco

Sfioriamo la pelle sopra i linfonodi come se stessimo spostando la schiuma di un cappuccino, usando solo i polpastrelli, con movimenti circolari che seguono un ritmo leggermente superiore a quello del nostro battito cardiaco. Proprio come ci spiega Claudia in questo video.

Il movimento

Affianchiamo l’autotrattamento manuale con movimenti del corpo che creano una delicata compressione nelle aree che ospitano i linfocentri più importanti.

Creiamo questa stimolazione meccanica con dolci rotazioni – per esempio delle spalle e del collo, per liberare i linfonodi cervicali – o alternando flessioni ed estensioni, come quelle che lavorano sulle stazioni dell’incavo del ginocchio. 

stimolazione meccanica linfonodi poplitei e inguinali

In Linfit l’attivazione dei linfonodi e tutte le pratiche sono accompagnate dalla respirazione diaframmatica, che agisce in profondità, con un alternarsi di compressioni e decompressioni dell’addome che stimolano il vaso linfatico più importante: il dotto toracico.

Quando i linfonodi si ammalano

Come tutti gli organi, anche i linfonodi sono soggetti a patologie come infiammazioni croniche, infezioni e tumori, che possono causare gonfiore, indurimento e fibrosi e compromettere il funzionamento. In più questi organi possono essere danneggiati da interventi chirurgici o terapie o in seguito a lesioni ai vasi sanguigni da cui dipendono.

Un linfonodo che perde funzionalità finisce per rallentare la circolazione linfatica locale, creando le condizioni per la comparsa del linfedema.

Per tutti questi motivi è importante rivolgersi a un medico in caso di linfonodi ingrossati o duri, soprattutto se associati ad altri sintomi come febbre persistente, gonfiore agli arti, perdita di peso involontaria.

In presenza di patologie linfatiche, deve essere uno specialista a valutare i trattamenti necessari. Ma nella maggior parte dei casi, se il medico approva, Linfit può esserti d’aiuto e integrare le terapie professionali.

stimolare linfonodi collo

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