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Cos’è la fascia, a cosa serve e come prendertene cura

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Già nel Novecento studiosi del movimento come Françoise Mézières e Ida Rolf avevano intuito che esistesse una rete tridimensionale che collega tutti i muscoli e i tessuti e che le tensioni presenti in un’area potessero trasmettersi anche molto lontano nel corpo, ma non avevano gli strumenti per dimostrarlo.

Finalmente, nel ventunesimo secolo, i progressi tecnologici e un nuovo interesse per il funzionamento integrato del corpo hanno portato a una moltiplicazione degli studi scientifici sulla fascia e alla scoperta del sistema fasciale.

In questo articolo ti spiegheremo in modo semplice quel che ne sappiamo oggi: cos’è la fascia, quali sono le sue sorprendenti funzioni, il suo rapporto col connettivo e come puoi prendertene cura per migliorare la salute di tutto il corpo.

Che cos’è la fascia (e il sistema fasciale)

La fascia è una rete tridimensionale di tessuto connettivo che attraversa tutto il corpo e ne tiene insieme le singole parti, trasmettendo segnali e forze da un punto all’altro. È fatta principalmente di lamine – che separano e collegano diversi tessuti – e di guaine – che avvolgono organi, muscoli, ossa, nervi e vasi –, ma non solo: comprende anche elementi più densi come le capsule articolari o i tendini.

Fino a tutto il Novecento la scienza ha considerato la fascia solo da un punto di vista anatomico, come un materiale di riempimento dello spazio tra organi e tessuti. Solo negli ultimi decenni abbiamo iniziato a studiare la fascia in quanto sistema “che permea il corpo e consente a tutti i sistemi dell’organismo di funzionare in modo integrato”.

E così nel 2018 un gruppo di ricercatori ha proposto una definizione aggiornata del sistema fasciale come continuum tridimensionale di tessuto connettivo fibroso, che include non solo lamine e guaine ma anche derma e tessuto adiposo, tendini, legamenti e capsule articolari, setti intermuscolari e aponeurosi.

Una caratteristica fondamentale del sistema fasciale è la tensegrità: ogni parte concorre alla stabilità globale attraverso un gioco di tensioni e compressioni, e così una forza applicata in un punto si propaga per l’intera struttura. 

fascia foam roller donna

Fascia e tessuto connettivo: che relazione c’è?

Anche se a volte si tende a usare i due termini come sinonimi, fascia e tessuto connettivo non sono la stessa cosa. Infatti il tessuto connettivo è un contenitore molto ampio, che comprende anche strutture più liquide della fascia, come sangue e linfa, e più dure, come cartilagine e osso. La fascia appartiene al connettivo propriamente detto.

Allo stesso tempo il connettivo è anche il tessuto che dà origine alla fascia, pur modificando le sue caratteristiche nelle varie aree del corpo.

Per iniziare, a seconda della quantità e della disposizione delle fibre nella fascia possiamo distinguere 2 tipi di tessuto principali:

  • il connettivo lasso, che contiene poche fibre, ha la consistenza di un gel, e forma strati come il tessuto sottocutaneo;
  • il connettivo denso, ricco di fibre, compatto e resistente alla trazione, che dà origine per esempio a tendini e capsule articolari.

Il tessuto connettivo denso può essere:

  • regolare, con fibre collagene organizzate in lamine (come nelle fasce aponeurotiche) o in fasci paralleli (come in tendini e legamenti);
  • irregolare, con fibre collagene orientate in modo apparentemente casuale;
  • elastico, cioè avere più fibre elastiche che fibre collagene.

Ma vediamo meglio com’è fatta la fascia e come può cambiare per adattarsi alle diverse funzioni che è chiamata a svolgere nel corpo.

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Componenti della fascia

Tutta la fascia è formata da cellule immerse in una sostanza chiamata matrice extracellulare.

Cellule della fascia

Le cellule più numerose sono i fibroblasti, che producono collagene, elastina e altri componenti essenziali della matrice. In alcune fasce si trovano anche i miofibroblasti, la cui particolarità è poter generare delle piccole contrazioni che mettono in tensione la fascia.

Matrice extracellulare

La matrice extracellulare in cui sono immerse queste cellule ha 2 componenti: 

  • una parte gelatinosa, detta sostanza fondamentale
  • fibre di collagene o elastina.

Sostanza fondamentale

La sostanza fondamentale è un gel molto idratato ma capace di resistere alla compressione. Qui avvengono gli scambi di nutrienti e sostanze coinvolte nei processi metabolici (metaboliti) tra sangue e cellule. 

La sostanza fondamentale è composta soprattutto da:

  • acqua, che permette la diffusione di ossigeno, nutrienti, ormoni e altre molecole verso le cellule;
  • glicoproteine, che favoriscono l’adesione tra cellule e matrice;
  • proteoglicani e glicosaminoglicani (GAG), che trattengono acqua e possono veicolare alcune sostanze.

Tra i GAG il più noto è l’acido ialuronico, che fa sì che la fascia resti idratata e che i diversi strati di connettivo possano scorrere l’uno sull’altro.

In base alla quantità di acqua e sostanze contenute, la sostanza fondamentale può essere più o meno gelatinosa, e la sua consistenza cambia nelle diverse aree del corpo. 

Fibre

Nella fascia, in base alla loro composizione possiamo distinguere fibre di 3 tipi.

Le fibre collagene, in cui prevale questo elemento, sono molto resistenti alla trazione e tipiche di tendini e legamenti, ma anche del derma.

Le fibre elastiche sono invece formate soprattutto da elastina e fibrillina, molecole che permettono al tessuto di deformarsi e tornare alla forma originaria. Si trovano, per esempio, nelle pareti delle arterie e nel derma.

Le fibre reticolari sono costituite principalmente da collagene di tipo III e formano una rete sottile e ramificata che fa da struttura di sostegno per organi come milza, fegato e linfonodi.

disposizione fascia superficiale profonda

Principali tipologie di fascia

In base alla posizione possiamo distinguere 3 tipologie di fascia, che incontriamo in sequenza muovendoci dalla pelle verso l’interno del corpo:

  • fascia superficiale
  • fascia profonda
  • fascia viscerale.

Fascia superficiale

La fascia superficiale ricopre tutto il corpo e si trova proprio sotto la pelle, fra il tessuto adiposo superficiale e quello profondo. È collegata al derma da filamenti fibrosi verticali, e alla fascia profonda da filamenti obliqui. 

La fascia superficiale contiene anche grasso e acqua e contribuisce a rendere mobile la pelle. Al suo interno corrono sia nervi che vasi sanguigni e linfatici superficiali.

Fascia profonda

La fascia profonda sta sotto il tessuto adiposo profondo e avvolge i muscoli, sia del tronco che degli arti. È più compatta di quella superficiale e composta da più strati di fibre collagene ondulate ognuno con orientamento diverso, separati da veli di acido ialuronico che li aiutano a scivolare l’uno sull’altro.

A seconda della funzione e della posizione, la fascia profonda può avere diversi nomi.

La fascia aponeurotica è uno strato fibroso spesso che tiene insieme più muscoli. Ne sono esempi la fascia toraco-lombare, nella parte bassa della schiena e la fascia lata, sull’esterno della coscia.

Nel singolo muscolo invece, fascia e tessuto muscolare vero e proprio sono così interconnessi che si parla di miofascia.

Puoi immaginare questa struttura come una confezione di surimi in cui ogni singolo bastoncino ha una sua pellicola, i bastoncini sono confezionati in gruppi e tutto è racchiuso in ulteriore involucro esterno. Allo stesso modo, nella miofascia, l’endomisio è il connettivo che avvolge la singola fibra muscolare, il perimisio è quello che raccoglie le fibre in fasci, mentre l’epimisio ricopre l’intero muscolo. 

Questi involucri sono collegati tra loro e, alle estremità del muscolo, si uniscono e danno origine al tendine. 

Fascia viscerale

La fascia viscerale avvolge gli organi interni e li tiene sospesi nelle cavità del corpo, lasciando loro la possibilità di muoversi per svolgere le funzioni biologiche. Ogni organo è rivestito da un doppio strato con una sottile membrana in mezzo: lo strato esterno si chiama parietale, quello a contatto con l’organo viscerale. Questi rivestimenti hanno nomi specifici: pericardio intorno al cuore, pleura intorno ai polmoni e peritoneo nell’addome. 

Fascia meningea e neurale

Alcuni studiosi distinguono un quarto tipo di fascia, presente sia nel cranio sia lungo la colonna vertebrale: la fascia meningea, una guaina di tessuto connettivo denso formata dalle meningi, cioè tre membrane che proteggono e sostengono il cervello e il midollo spinale.

Altri ricercatori considerano come tipo a sé stante tutta la fascia neurale, che comprende le meningi ma anche le guaine di tessuto connettivo che avvolgono i nervi periferici.

miofascia epimisio perimisio endomisio

A cosa serve la fascia

La fascia svolge molteplici funzioni che contribuiscono all’organizzazione, al movimento e alla percezione del corpo. In particolare:

  • permette ai tessuti vicini di scivolare l’uno sull’altro;
  • tiene in posizione e separa muscoli, organi, nervi, vasi e ossa;
  • distribuisce le forze generate dai muscoli, contribuendo alla coordinazione e alla stabilità;
  • raccoglie stimoli di vario tipo attraverso le sue terminazioni nervose e contribuisce alla propriocezione;
  • partecipa alla riparazione dei tessuti danneggiati attraverso la produzione di collagene;
  • crea un ambiente di scambio di nutrienti e ossigeno tra capillari e cellule;
  • la fascia superficiale protegge dagli urti e contribuisce all’isolamento dal caldo e dal freddo.

Fascia e sistema linfatico

Anche il sistema linfatico corre all’interno della fascia e dipende da essa per funzionare bene. I vasi linfatici sono infatti immersi nella fascia, e i capillari linfatici sono anche collegati al tessuto connettivo attraverso dei filamenti di ancoraggio, che servono ad aprire le giunzioni e permettere al liquido in eccesso di entrare. 

È proprio la fascia a trasmettere ai vasi le forze di compressione e di tensione prodotte dai muscoli, che stimolano la fisiologica pulsazione delle loro pareti. Grazie a questo meccanismo l’eccesso di liquido può essere drenato dai tessuti e trasportato verso il centro del corpo, dove viene reimmesso nella circolazione venosa.

La fascia contribuisce così al corretto funzionamento del drenaggio linfatico, grazie al quale può mantenere l’equilibrio dei liquidi e liberarsi delle sostanze di scarto.

Come mantenere in salute la fascia

Per restare elastica e scorrevole la fascia ha bisogno di movimento. Infatti i fibroblasti producono collagene di continuo, e quando ci si muove poco, le fibre possono creare legami incrociati tra gli strati del connettivo, che non sono più liberi di scorrere uno sull’altro. Il risultato è un tessuto che non trasmette in modo efficace forze e segnali e che ostacola la circolazione dei fluidi e il movimento del corpo.

C’è un modo specifico per allenare la fascia?

Qualunque tipo di esercizio fisico stimola la fascia ma, secondo il Dr. Robert Schleip, autore di Fascial Fitness, la fascia beneficia soprattutto di:

  • molleggi e rimbalzi, come salti o oscillazioni di braccia e gambe;
  • esercizi eccentrici e stretching dinamico, in cui il muscolo si attiva mentre si allunga;
  • contromovimenti, cioè movimenti rapidi che precedono un’azione esplosiva e vanno nella direzione opposta;
  • esercizi per la mobilità, che lavorano sull’ampiezza di movimento delle articolazioni (ROM);
  • stretching statico dolce e prolungato, che stimola l’idratazione della fascia e, secondo Carla Stecco e colleghi, potrebbe favorire la corretta organizzazione del collagene. 

Questi movimenti sono al centro delle pratiche oggi proposte come allenamenti fasciali o miofasciali.

Un altro modo di stimolare la fascia consiste nel comprimere e far scorrere i tessuti, ed è quello che si fa nelle pratiche di rilascio miofasciale, per lo più con piccoli attrezzi come il foam roller (rullo di schiuma) e palline, da tennis o con le punte morbide (spiky ball). Questa tecnica è nota per gli immediati benefici sul ROM e sul dolore muscolo-scheletrico, e nel lungo termine sembra avere effetti comparabili allo stretching passivo.

Simile al rilascio miofasciale è il massaggio connettivale, una tecnica manuale che con trazioni e scorrimenti smuove la fascia superficiale e cerca di scollare le aderenze al suo interno.

In caso di lipedema o cellulite questi trattamenti devono essere valutati, ed eventualmente adattati, perché possono peggiorare l’infiammazione.

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Dove si trova la fascia nel corpo?

La fascia è distribuita in tutto il corpo sotto forma di una rete continua di tessuto connettivo. Avvolge, collega e separa muscoli, ossa, organi, nervi e vasi, formando diversi strati e strutture con caratteristiche differenti. 

Qual è la differenza tra fascia e tessuto connettivo?

La fascia è una struttura anatomica formata da tessuto connettivo e fa parte del cosiddetto “tessuto connettivo propriamente detto”. Il tessuto connettivo è invece un tipo di tessuto del corpo umano, e comprende non solo la fascia ma anche strutture come il tessuto adiposo, il sangue e la linfa.

Cosa significa “rilasciare la fascia”?

Il rilascio della fascia – dall’inglese myofascial release – è una tecnica che consiste in un massaggio eseguito di solito con un rullo o una pallina con lo scopo di allentare la tensione nel tessuto, migliorarne l’idratazione e la capacità di scorrimento.

Come allenare la fascia?

Gli studiosi ritengono che tra i movimenti più benefici per la fascia ci siano i movimenti con molleggi, i contromovimenti, l’attivazione eccentrica dei muscoli e lo stretching dolce e prolungato.

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